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Daito-ryu

Il Daito-ryu Aikijujutsu è un sistema completo di tecniche da combattimento sviluppatosi nel Giappone feudale e giunto sino ai giorni nostri immutato. Comprende tecniche con armi e senza armi, tra queste ultime vi é il jujutsu, l'aiki no jutsu e l'Aikijujutsu ma è soprattutto su queste ultime che basa la sua origine il sistema del Daitou-ryu Aikijujutsu. La particella Aiki sta a significare "armonia delle due energie" (Ai=armonia e Ki=energia).

Nello sviluppo di queste tecniche si cerca l'armonia delle due energie che si scontrano per usarle a favore del praticante di Daitou-ryu Aikijujutsu nel risolvere il combattimento.

La respirazione e lo sviluppo dell'energia interna vengono studiati come strumenti imprescindibili e la ricerca interiore è mirata a produrre un temibile cuore saldo nell'animo sereno.Il Daito-ryu Aikijujutsu affonda le sue origini nelle nebbie della storia del Giappone stesso: esistono infatti evidenze documentali che comprovano l'origine del Clan Takeda quale discendenza dal terzo figlio della quinta generazione della Dinastia Minamoto dell'imperatore del Giappone, Seiwa; proprio Yoshikyio Minamoto, trasferitosi nella provincia di Kai (vicino all'attuale Tokio) fondò un Clan, il Kai genji Takeda, appunto. Tra le arti militari che il nuovo Clan già insegnava vi erano l'arco, l'equitazione, la lancia, l'alabarda, la spada, la strategia militare (impianti idrici, scavi e fortificazioni) e ovviamente anche il Tai jutsu (combattimento corpo a corpo derivato dall'antichissima lotta indigena, la Tegoi).

Era il periodo Heian e nei successivi periodi denominati Kamakura, Muromachi e Momoyama il Clan Takeda scrisse epiche pagine della storia del Giappone feudale, nelle quali il nome Takeda è sempre stato legato a fatti d'arme di rilievo storico. Fu allora che vennero codificate le prime tecniche di Aikijujutsu con particolare attenzione per l'uso dell'energia e dell'armonia.

Nella pratica non vi erano implicazioni di ordine morale come nell'accezione odierna, e le regole seguite erano quelle, molto diverse oggi, del Bushido tradizionale (ossia membro della classe militare dei bushi, una casta che fu poi abolita insieme a tutte le altre classi sociali determinando la scomparsa dei samurai).

La codifica dell'arte marziale si deve all'ultimo esponente di questa casta di samurai, Takeda Sokaku (1860-1943) che all'epoca della scomparsa per suicidio (seppuku) di tutti i bushi sconfitti dalle armate dell'imperatore (che si arrese agli occidentali consentendo loro di attaccare la casta che per secoli aveva difeso lui e i suoi predecessori, come descritto nel film L'ultimo samurai), aveva solo otto anni.

Il padre, Takeda Soikichi, discendente della stirpe Takeda, lo aveva nascosto al sicuro, e ben presto il giovane Takeda oltre a studiare l'arte di famiglia, l'Oshikiuchi, inizia il suo musha shugyo (pellegrinaggio d'apprendistato): crescendo con quell'educazione era divenuto, senza volerlo, un ronin, ovvero un bushi senza padrone - il nuovo governo aveva abolito le classi e tutta la struttura sociale dei buke. Studia in tutte le migliori scuole di spada, di lancia e di bastone del paese sino a divenire talmente abile che pur portando in pubblico sino alla morte le due spade simbolo della casta abolita dei samurai, nessuno ebbe mai il coraggio di disarmarlo. Takeda Sokaku fu molto criticato per il carattere irascibile e scontroso, per i modi altezzosi e arroganti, e per il disprezzo che pubblicamente nutriva nei confronti del nuovo ordine sociale. La sua figura va però misurata nel contesto di un Paese che soffriva d'una profonda rivoluzione, dove i valori radicati da millenni nell'animo dei bushi vennero gettati alle ortiche in pochi anni. Essi vedevano il mondo crollare sotto i loro piedi. Adeguarsi non era facile, soprattutto per le convinzioni morali e i condizionamenti così forti che avevano subito sin dall'infanzia. Alcuni reagirono. Takeda Sokaku volle rinominare l'arte della scuola e la chiamò "Daito-ryu Aikijujutsu" per richiamarsi ai nomi e luoghi d'origine dell'arte e del suo clan: il castello di Daito del principe Shinra Saburo Yoshimitsu Minamoto e la particella "Aiki" che derivava dall'antico nome "Aiki-in-yo-ho" dell'arte in epoca Edo.

Takeda Sokaku fu l'uomo che fece uscire l'arte dal riserbo e dal segreto secolare in cui si era tramandata, e la insegnò a moltissimi allievi. Benché analfabeta, teneva corsi e registrava tutto in appositi registri che faceva compilare e firmare direttamente agli allievi (registri conservati presso l'honbu dojo di Abashiri) con minuziosità impressionante, che oggi ci permette di ricostruire molti eventi con un dettaglio incredibile. Ebbe molti allievi importanti: ministri, ammiragli, generali, magistrati, potenti magnati dell'economia d'inizio secolo, forze di polizia e anche futuri maestri d'arti marziali.

 

- I Gradi -

Il discorso dei gradi é complesso. La famiglia Takeda ha sempre rilasciato solo i Mokuroku (attestati di conoscenza) che sono 6 più uno segreto.

Questi sono:

  • Hiden (118 tecniche);
  • Hiden Aiki Okugi (dove si studia l'Aiki-no-jutsu, 53 tecniche);
  • Hiden Ogi (36 tecniche);
  • Hiogi No Koto (84 tecniche);
  • Kaishaku Soden (477 tecniche);
  • Kaiden o Menkio Kaiden (88 tecniche);
  • Daito Ryu Nito Hiden (all'autore non è dato conoscere il numero di tecniche ivi comprese).

Vi è poi un livello segreto per il quale non vi sono informazioni né sui nomi né sul numero di tecniche.
Per noi occidentali questi Mokuroku possono essere equiparati ai gradi Dan; anche se il raggiungimento del primo Mokuroku avviene molto dopo il raggiungimento di un grado di Shodan. Inoltre i gradi, ove concessi, non superano mai il 4°, avendo Tokimune stesso conferito il 5° solo a quattro suoi allievi, tra cui, Matsuo Sano Soshi negli ultimi anni di vita, quando il sistema dei Dan si era ormai diffuso in tutto il mondo.

Gli esami superiori nel Nishinkan Ren Mei Italia sono tenuti da una commissione appositamente creata. Gli allievi indossano un kieikogi della foggia in uso ai praticanti di judo con la relativa cintura bianca. Coloro che mostrano  attitudini  varie fra cui costanza, volontà ed interesse nello studio vengono notati e si propone loro il passaggio da Soto Deshi  - allievi esterni -   a  Deshi - allievi interni. Questo passaggio viene sancito con il Moon che ogni Associazione o Gruppo da e che viene cucito sul dorso del Kieikogi.

 

scritta

 

- Il Maestro -

gino

Gino Scaletta proviene dall'ultima Area Bizantina presente in Italia Meridionale, una zona del nostro paese dove si parla ancora il Greco Omerico -  definita anche Area Grecanica e che differisce dai parenti della Terra d'Otranto dove si parla il greco del mare. Gino è studioso di sistemi di pensiero che possano essere utili o fruibili nella propria evoluzione personale - senza dimenticarsi delle proprie radici storico culturali.

Per il settore Arti Marziali -  ha praticato e collaborato nella diffusione e conoscenza di diverse discipline fino trovare nel Daito Ryu  Aikibudo  la Scuola che racchiude un  po'  la somma delle sue ricerche. Come formazione marziale proviene dall'Area Tradizionale, ha praticato Aikido con l'Associazione Aikikai  per 20 lunghi anni, con il M° Shin Dae Wuong  per il Kung Fu, ha praticato il Wing Tsun  e il  Daito Ryu Aikijujutsu  su presentazione ed invito del M° Certa Antonio fino a diventare Shibucho Nazionale - ossia Presidente.

Anche se c'è una apertura a far conoscere il Daito Ryu Aikijujutsu non  si insiste molto sui dettagli della formazione personale passata ma si preferisce parlare al presente:  è un po' essere riservati e non pubblicizzare con il curriculum le scuole fatte, è una scelta.






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